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Visualizzazione post con etichetta Francia. Mostra tutti i post
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venerdì 25 settembre 2015

Porta, port, door.



Porta [pòr-ta] s.f.



Da Dizionario: 
Apertura che mette in comunicazione due ambienti separati da un muro, da una parete, da una recinzione e simili. 

Spirituale: 
Nelle tradizioni spirituali sia d’Oriente che d’Occidente la porta ha una
simbologia ampia e ricca di diversi significati. Nelle diverse culture il “varcare una soglia” ha il significato di riunirsi ad un mondo nuovo e la porta rappresenta
la separazione o la comunicazione tra i due ambiti, non solo come spazio fisico,
ma anche come passaggio tra due livelli: il noto e l’ignoto.

Nei sogni: 
La porta rappresenta il passaggio da un lato ad un altro. 
La porta indica momenti di transito e nuove opportunità sia in ambito lavorativo/scolastico, che in quello di vita, e anche la nostra predisposizione verso il cambiamento. 



Non so perché nel nostro viaggio in Francia
la mia attenzione è spesso stata attratta dalle porte.
Perché le trovavo belle? Diverse da quelle a cui sono abituata a vedere?
O forse perché il mio "momento" di cambiamento è ancora in atto?
Non lo so davvero.
Rivedo le foto e rivedo le porte.
E starei ore a guardarle immaginando cosa si possa trovare dall'altra parte,
chi è solito attraversarle,
cosa succede al di là.
Vorrei potermi avvicinare, spiando dalla serratura.
So che le guardo e la mia fantasia vaga...


{photo by the marthy's vintage garden ~ please don't use without permission}

lunedì 21 settembre 2015

~ La Camargue ~


Se c'era un posto in questa vacanza che non volevo assolutamente saltare é la Camargue. 
È una zona più selvaggia, meno turistica, o almeno per chi vuole stare a contatto con la natura.
Le grandi distese di acquitrini rendono il paesaggio surreale, dove le nuvole si confondono con i bassi cespugli, e i colori degli animali e dell'ambiente prendo sfumature continuamente diverse.
All'orizzonte si vedono spesso carovane di cavalli bianchi (i cavalli della Camargue), educatamente in fila, che avanzano con passo lento portando a giro turisti.
Qua e là stormi di uccelli che scavano con il becco nell'acqua bassa alla ricerca di qualcosa da mangiare.
Qui la quiete é rotta solo dal vociare dei fenicotteri che si litigano il posto o le attenzioni di una femmina.




Parc ornitologique de Pont de Gau

E sono proprio i fenicotteri uno dei motivi che mi hanno spinta a desiderare così tanto di venire in Camargue.
Volevo andare al parco ornitologico.
Una vasta area di paludi, intervallate da sentieri, dove naturalmente vengono a nidificare diverse specie di uccelli migratori, come le cicogne,
gli aironi, molte specie di papere ma soprattutto i fenicotteri.
Stomi si raggruppano in vari punti del parco, spesso vicino a casette di osservazione, per poterli vedere da più vicino senza disturbarli.
Ogni tanto una gruppetto di cavalli di Camargue fanno capolino dietro le canne.
Ci sarei rimasta per ore.
Noi abbiamo fatto il sentiero più lungo, per visitare tutto il parco, 
ma volendo ci sono anche altri percorsi.



Arles

La nostra ultima sera in Francia.
Credevamo di aver trovato semplicemente una stanza su airbnb,
ma siamo entrati in un sogno, che poteva essere il nostro.
Abbiamo conosciuto due signori di mezza età, Isabelle e suo marito,
e poi i loro cani, i loro gatti e il resto della famiglia.
Ci raccontano della loro vita, del loro sogno di comprare una casa qui,
per loro, per i figli... Del fare tutto da soli, perché chi meglio di loro sanno ascoltare la loro casa che gli parla.
Lui, falegname, si occupa della ristrutturazione e dei lavori più grossi.
Lei, più "artistica", si occupa della casa, delle rifiniture e della nipotina che con noi fa la vergognosa.
Ci mostrano tutta la proprietà (immensa) ancora tutta da ristrutturare.
Ci aprono vecchie porte dove all'interno sono custoditi "tesori" (vecchie lampade industriali, sedie da giardino impilate e lastre di marmo appoggiate lungo una parete, ormai senza più il loro cassettone o comodino su cui fare bella mostra).
Sanno già dove mettere tutto.
E' tutto nella loro testa, e io lo riesco a vedere.
Lo vedo, forse perché è lo stesso mio sogno.
Spesso fantastichiamo di invecchiare così:
con una casa impolverata, dove i lavori, se pur piano piano, continuano,
dove siamo noi a rendere lasciare il nostro segno, 
dove si respira amore, tra di se, per la casa, e per la vita che si è scelto.



Le Salin de Giraud

Quando ti avvicini non ci credi.
Non credi che la natura possa riuscire ad essere così bella.
Io me ne stupisco sempre.
Pennellate di rosa e di bianco che all'orizzonte si fondono con l'azzurro del cielo.
E' un gioco di riflessi.
Il vento ti attacca il sale in faccia e senti il suo sapore sulle labbra.
Rimango a guardare senza parlare.
Vorrei rimanere qui, cercando di cogliere ogni particolare.

{photo by the marthy's vintage garden ~ please don't use without permission}

Vi lascio con un piccolo riassunto della nostra vacanza.





giovedì 17 settembre 2015

{VIDEO} Haul Provenza



Aspettando di mostrarvi le foto della Camargue,
vi lascio con il video haul di tutte le cose che abbiamo perso!
Spero che vi piaccia!



Avete visto il post sulla Provenza?

martedì 15 settembre 2015

~ La Provenza ~


Cinque giorni per noi,
per fare un viaggio che rimandavamo da anni.
"E' vicino... prendiamo al macchina e ci andiamo quando vuoi..."
Però non ci andavamo mai.
Sceglievamo mete più lontane, o che in quel momento consideravamo più interessanti o più accattivanti.
Lasciando lei sempre un po' in disparte.
Avere cinque giorni liberi e una meta in tasca.
Decidere all'ultimo momento di prendere e andare.
E forse doveva andare così. 
Forse aspettava di essere preso così, al volo.
Non doveva essere un viaggio programmato.
Solo uno di quelli che... "Andiamo!".
E così è stato: in viaggio verso la Provenza.
Cinque giorni, mille posti da voler vedere,
segnati di volta in volta su un bigliettino o impressi nella memoria,
consigliati da qualcuna di voi, o trovati per caso spulciando tra le foto di instagram.


Avignone.



Alle elementari avevo una maestra, la maestra Marina.
Era una maestra fuori dagli schemi.
Era una maestra, un'amica, una mamma.
Tutti le volevamo bene.
Aveva un metodo di insegnamento tutto suo.
Insegnava matematica, ma questo non lo ricordo.
Ricordo che ci faceva cantare in classe, o in quella piccola stanzetta di musica.
Accendeva lo stereo, metteva la cassetta (si gente! sono vecchia!) e cominciavamo a cantare.
Ci insegnava le canzoni che hanno fatto storia.
Alcune in italiano, altre in francese.
Il francese lo imparavamo con le poesie o cantando. 
Ricordo poco il francese, ma le sue lezioni le ricordo bene.
Una canzone ricordo, nonostante siano passati anni...
Non ricordo la pronuncia, ma risuona nella mia testa con le voci di bambini, quelle dei miei compagni di classe.


"Sur le pont d’Avignon,
L’on y danse, l’on y danse,
Sur le pont d’Avignon
L’on y danse tout en rond.
Les beaux messieurs font comme ça
Et puis encore comme ça.
Sur le pont d’Avignon
L’on y danse tout en rond..."
 




E quindi Avignone, con i suoi edifici imponenti, i suoi toni chiari 
e quel ponte a metà che mi ha fatto tornare bambina.
Non avevamo il tempo di visitare granchè, ma il ponte, al tramonto, quello si.
E intanto passeggiavamo per la città,tra uno scorcio e l'altro, mentre una giostra girava e i bambini ridevano felici...





L'Isle sur la Sorgue.

Viviamo in mezzo a un bosco.
La nostra casa era un vecchio mulino a acqua,
di quelli con le macine di pietra.
Era il mulino che macinava la farina che serviva per tutto il paese.
C'è ancora il vecchio forno dove cuocevano il pane.
Lo facevano solo una volta alla settimana, ma si manteneva fresco per tutti i sette giorni.
...Ma sto divagando...

Mulini, ruote, canali, chiuse.
L'acqua scorre fuori e dentro il paese. 
Ci sono ponti praticamente ovunque, e piccole imbarcazioni "parcheggiate" lungo i canali. 
Il rumore è quello dell'acqua che scorre, che muove grandi le ruote, mescolato alla musica e alle voci di un mercato che si anima fin dalla mattina presto.
L'odore delle alghe si fonde e si confonde con quelli che arrivano dalle bancarelle piene di formaggi e verdure locali.
Le persone passeggiano con le baguette sotto al braccio, dandogli un morso ogni tanto, curiosando tra i vecchi oggetti brocante in bella mostra fuori dai negozi o lasciati sul prato del parco.
Si trova di tutto, basta solo saperlo cercare.



Seguendo a ritroso il fiume, la Sorgue, si arriva alla sorgente.
Fontaine-de-Vaucluse è un posto magico e quasi surreale.
Un posto che fu rifugio di Petrarca.
Pieno di fascino e, se non fosse per i turisti, estremamente tranquillo e riposante.
L'acqua cristallina che scorre, il fruscio degli alberi mossi dal vento,
le papere che si spostano a gruppetti nell'acqua bassa. 
La vecchia ruota del mulino della carta che ancora gira e muove gli ingranaggi
che impastano, macerano e pressano per creare fogli con all'interno i piccoli fiori rosa e blu che si trovano lì intorno.

Peccato solo che questo "rifugio" sia diventato uno specchietto per turisti,
con (nascosti all'interno della galleria del mulino) negozi di caramelle e souvenir
di discutibile livello.    





Gordes, l'abbazia di Senanque e Roussillon

Gordes.
Fino a qualche anno fa era un paesino arroccato su una collina.
Con le sue belle case, i suoi piccoli vicoli da cui si scorgono cartoline di panorami mozzafiato.
Un paesino molto affollato rispetto alla sua grandezza.
Poi, nel 2006 il boom.
Esce la versione cinematografica di "Un'ottima annata", dall'omonimo libro. 
Il film riscuote un grande successo.
Le scene sono state girate principalmente qui a Gordes e a Bonnieux (un paesino vicino) e i vigneti sono quelli del Luberon.
Ora Gordes è tra i paesi più visitati della zona del Luberon.
C'è gente ovunque, turisti che fotografano una porta, uno scorcio, o la piazza che hanno visto nel film. Hanno aperto decine di ristoranti, le case sono diventate ambitissime e i ricchi proprietari hanno costruito piscine incastrate tra i vecchi muri bianchi e i giardinetti sulle terrazze.
Però quando penso a Gordes, ripenso al matrimonio della Sara e Riccardo.
Lo stile, l'atmosfera, la musica del film che riecheggia nell'aria e che diventa colonna sonora del loro amore.
Mentre passeggiavo rivedevo le immagini e le emozioni di quel giorno.




L'Abbazia di Senanque.
Non si può non fare un salto qui.
Se si cercano delle foto della Provenza, ecco che appare almeno una foto dei campi di lavanda fioriti che si stagliano davanti all'Abbazia.
Tra giugno e luglio le lavande sono nella loro piena fioritura e lo spettacolo è mozzafiato, ad agosto invece, sono state già raccolte e lasciate a seccare al sole in fascette appoggiate qua e la.
Sono i monaci che se ne occupano, che producono le saponette e il resto,
che poi vendono nel bazar laterale insieme a qualche libro e altri prodotti della zona.




Les Ocres de Roussillon.
Quando ero piccola frequentavo una scuola d'arte dopo scuola.
Gli oli erano la mia passione.
Doverli accuratamente preparare, mescolarli dolcemente con la spatola e appoggiarli sulla tavolozza prima di prendere il pennello e cominciare a dipingere.
Facevamo soprattutto paesaggi all'inizio.
Ci insegnavano come cambiano i colori quando ci si allontana tra le colline.
Usavamo colori caldi, quelli della terra: gli ocra. 

Valerio mi ha descritto "les Ocres" per giorni.
"Un paesaggio surreale" mi diceva.
Ed è vero! 
Già quando si arriva a Roussillon si capisce di essere nel posto giusto.
Gli intonaci chiari che contraddistinguono le case provenzali qui lasciano il posto a colori che vanno dall'ocra al mattone, proprio perché mescolati con la terra locale.
Il paese è piccolo, arroccato su una collina dai colori del fuoco 
e tutto intorno una rete di sentieri dove poter ammirare le vecchie cave di ocra.
(Se avete intenzione di fare una di queste passeggiate, ricordatevi di indossare scarpe che si possano sporcare, perché vi assicuro che poi non sarà così facile mandare via la polvere rossa che vi si attaccherà). 


{photo by the marthy's vintage garden ~ please don't use without permission}

Questa la nostra Provenza, fatta in fretta per cercare di vedere tutto,
prima di spostarsi verso la Camargue, nell'ultima tappa del nostro piccola vacanza.
Vi aspetto nel prossimo post!