Come ogni anno eccoci qui, a tirare le somme dell'anno appena trascorso, a fare il resoconto di ciò che è stato, di quello che ci ha insegnato, e di come si prospetterà quello futuro. Se gli scorsi anni hanno avuto alti e bassi, questo è stato un otto volante! Mai avrei creduto di poter sopportare tali picchi. Se me lo avessero detto non ci avrei mai creduto! Mentre scrivo piove e a tratti esce il sole, esattamente come descriverei questo 2017. Che sia un caso? Non lo so, ma non sono mai stata una fatalista... quindi... Fatto sta che oggi il tempo mi parla e io mi incanto a guardare le gocce che scendono sulla finestra tra una parola e l'altra. La nostra casa in questi mesi si è trasformata da piccolo nido d'amore, a casa (un po' più grande) accogliente per chi amiamo. Abbiamo finestre grandi perché abbiamo voluto circondarci di luce, per non vedere le ombre. La famiglia che si è appena riunita qui da noi per Natale è una delle cose che mi fa sentire più grata. Ecco il motivo di una stanza così grande, di un tavolo così lungo.
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lunedì 1 gennaio 2018
venerdì 14 luglio 2017
My night routine {summer edition}
L'altra sera Valerio è andato a cena fuori con gli amici
e ne ho approfittato per girare un piccolo video
che mostra una semplice serata di inizio estate...
(anche perché girare un video davanti a lui
mi fa un pochino soggezione... eppure dopo tutti questi anni! ahahah)
Si mangia fuori, un po' di gelato,
qualche mail a cui rispondere e poi a letto.
Giuro che ho provato a aspettarlo sveglia, ma sono crollata!
mercoledì 17 maggio 2017
Again...
La festa della mamma appena passata,
trascorsa con un velo di tristezza e
con la consapevolezza nel profondo del cuore
di aver fallito. Di nuovo.
lunedì 5 dicembre 2016
{DIARIO} Primo gradino
Arriva, prima o dopo,
quel momento in cui realizzi
che le cose non vanno come le avevi programmate.
Che la vita ha deciso che sul tuo cammino
succeda qualcosa di non scritto, inaspettato.
Ti prende e ti travolge, ti lascia a terra.
Ti scuoti la polvere di dosso,
ti risistemi l'abito e ti rialzi.
Poi di nuovo ti travolge.
E ti rialzi.
E poi ancora.
E ancora.
ti risistemi l'abito e ti rialzi.
Poi di nuovo ti travolge.
E ti rialzi.
E poi ancora.
E ancora.
E stavolta non riesci a prendere quello slancio
per rimetterti in piedi con la stessa facilità
con cui lo avevi fatto le volte precedenti.
Stai seduta per un po' a guardare l'orizzonte,
scrutando l'aria in cerca di una qualsiasi cosa,
un segno a cui "aggrapparti",
che ti dia quella spinta che ti ha fatto alzare
di getto le volte precedenti.
Non la vedi.
Eppure tutti ti dicono che è proprio lì davanti a te,
ma tu non la vedi.
Ti sforzi davvero, ma sei cieca.
Sei stanca.
per rimetterti in piedi con la stessa facilità
con cui lo avevi fatto le volte precedenti.
Stai seduta per un po' a guardare l'orizzonte,
scrutando l'aria in cerca di una qualsiasi cosa,
un segno a cui "aggrapparti",
che ti dia quella spinta che ti ha fatto alzare
di getto le volte precedenti.
Non la vedi.
Eppure tutti ti dicono che è proprio lì davanti a te,
ma tu non la vedi.
Ti sforzi davvero, ma sei cieca.
Sei stanca.
"Un attimo... fammi stare seduta qui ancora qualche istante..."
Guardi il vuoto, fissa.
Non vedi niente, per quanto provi a farlo.
Senti una mano che ti accarezza, il suo calore, il suo amore.
Ma vuoi stare ancora seduta, sì, ancora un po'...
Non vedi niente, per quanto provi a farlo.
Senti una mano che ti accarezza, il suo calore, il suo amore.
Ma vuoi stare ancora seduta, sì, ancora un po'...
"Voglio provare ancora un po' a vedere... è lì,
lo sento... voglio solo vederlo per un attimo!"
lo sento... voglio solo vederlo per un attimo!"
L'aria gelida intorno diventa sempre più calda.
Eccolo quel piccolo raggio di sole!
Il suo tepore ti rilassa i muscoli tesi,
dopo il tanto stare seduta.
Ti sgranchisci le gambe,
respiri profondamente e alzi la testa.
La rugiada che ancora vola nell'aria ti bagna il viso rinfrescandolo.
Respiri profondamente.
È il momento di alzarsi.
Eccolo quel piccolo raggio di sole!
Il suo tepore ti rilassa i muscoli tesi,
dopo il tanto stare seduta.
Ti sgranchisci le gambe,
respiri profondamente e alzi la testa.
La rugiada che ancora vola nell'aria ti bagna il viso rinfrescandolo.
Respiri profondamente.
È il momento di alzarsi.
Ti rimetti a posto il vestito,
ti dai una scrollata, come avevi fatto le altre volte.
Quella mano è ancora lì che ti accarezza dolcemente.
Ha aspettato in silenzio, semplicemente accarezzandoti.
Ora prende la tua con una stretta sicura e ti aiuta ad alzarti,
ti indica l'orizzonte e ti sussurra di guardare l'obbiettivo
e non la strada che si deve percorrere,
per quanto acciaccata sia.
"...io non vado da nessuna parte, sarò sarò sempre accanto a te"
ti dice alla fine.
Tu hai paura, tanta.
Ma continui a ripeterti che una volta arrivati
tutto questo sarà solo un ricordo lontano,
che la felicità è lì che vi aspetta
e bisogna solo trovare il coraggio di fare il primo passo.
{photo by Gaia Borzicchi ~ Alice's adventures in wonderland}
Il mio Natale arriva oggi, con una telefonata.
Non ho riconosciuto il numero, ne la voce al di là.
Ormai non mi aspettavo più quella chiamata.
Ci dovevano convocare a novembre, ma niente.
Ormai ci eravamo rassegnati a iniziare con il nuovo anno,
e invece:
"venga che cominciamo".
Non ho riconosciuto il numero, ne la voce al di là.
Ormai non mi aspettavo più quella chiamata.
Ci dovevano convocare a novembre, ma niente.
Ormai ci eravamo rassegnati a iniziare con il nuovo anno,
e invece:
"venga che cominciamo".
È solo l'inizio, lo so,
ma dopo la scalata emotiva degli ultimi mesi
con i dubbi, le paure, e la difficile decisone di continuare,
perche non si può vivere nel rimpianto,
perché insieme si supera tutto,
perché è giusto che sia così...
oggi per me è gioia.
E' la mia piccola conquista.
Ora so cosa devo fare.
So di dover essere forte e positiva.
So di avere accanto la mia roccia,
e la famiglia, e gli Amici,
e tutti coloro che ci hanno scritto,
o che hanno avuto un pensiero per noi,
e che tifano per noi!
Oggi so di aver fatto il mio primo gradino verso la felicità.
Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questa frase,
e me la ero appuntata.
Oggi più che mai mi sembra azzeccata, me la ripeto come un mantra.
e me la ero appuntata.
Oggi più che mai mi sembra azzeccata, me la ripeto come un mantra.
venerdì 14 ottobre 2016
{DIARIO} 11 ottobre
31 Esami del sangue a testa
mammografia
pap test
7 tamponi
ecografie varie
stereogramma
urinocultura
consulenza genetica
tutto in 4 diversi ospedali.
Il quaderno floreale piano piano si riempie.
Un fascicolo che diventa sempre più grande e pesante,
di fogli e di pensieri...
Racconta di noi, ma solo degli aspetti medici.
Tra i valori vediamo solo numeri,
tra i referti leggiamo solo paroloni.
Vorrei aggiungere delle pagine in cui raccontare di noi,
di quanto aspettiamo, e degli alti e dei bassi,
di quando "questo è il mese giusto!",
e dopo aver vissuto giorni in un sogno,
che in realtà nascondeva solo crudeli false speranze,
ritorni inesorabile alla realtà...
Di quanto "non è giusto! Perché per gli altri è così facile?"...
Di quando a un mercatino ho trovato una vecchia altalena
e non ho resistito e l'ho portata a casa
e Valerio l'ha risistemata e appesa.
Ora è lì che dondola vuota, in attesa...
Di quando troviamo un negozio per bambini
e avremmo voglia di comprare quelle minuscole scarpine...
Vorrei scrivere una pagina pensando che serva a convincere il destino
che noi siamo pronti!
~ • ~
Gli ultimi mesi sono stati un'altalena
e oggi abbiamo la prima visita al centro di Infertilità.
Non sappiamo ancora cosa aspettarci, cosa ci diranno,
chi ci visiterà.
Non sappiamo nulla
e io mi sento terribilmente confusa.
Abbiamo solo in mano due fogli rossi con scritto visita
Ginecologica per me e andrologica per Valerio.
In basso spicca "ACCERTAMENTI PER PROCREAZIONE ASSISTITA"
vedo solo quello, come se non ci fosse scritto altro,
come dovesse ricordarmi perché siamo qui.
In teoria ci dovrebbe essere la Professoressa C.
che ci ha seguito fino ad oggi,
o altrimenti una sua collaboratrice che è già a conoscenza
del nostro quadro clinico.
Nella scorsa visita forse la Prof. C.
ci ha spiegato come sarebbe stato,
ma eravamo così presi dai pensieri e impreparati alla notizia
che solo quando siamo usciti ci siamo resi conto
di esserci fatti sopraffare dalle emozioni,
tralasciando tutte le domande che ancora ci facciamo.
Oggi no, non voglio che si ripeta!
Voglio chiedere tutto, voglio sapere tutto.
Ho bisogno di sapere per filo e per segno cosa dobbiamo fare,
a che punto siamo e capire bene quale percorso ci aspetta.
Voglio tornare a casa senza alcun dubbio è con la mente sgombra da cattivi pensieri.
~ • ~
Ho aspettato per mesi che arrivasse questo giorno,
eppure oggi non vorrei doverlo affrontare.
Sento che nella mia testa non è cambiato nulla,
ho i soliti dubbi che non sono riuscita a sciogliere,
le stesse paure, gli stessi pensieri
che avevo a giugno quando ho alzato il telefono
per prendere questo appuntamento.
La sveglia è suonata presto.
Alle 6 la casa è fredda e buia,
fuori pioviggina e la voglia di rimanere a letto è tanta,
perché temo di sapere cosa ci aspetta.
So di non essere tranquilla come speravo.
È ancora un tumulto e ho paura che dopo sarà ancora più un vortice.
Ora mentre siamo qui nella sala d'aspetto dell'ospedale,
mentre compilo il questionario su
come descrivere i miei "sentimenti legati all'infertilità"
(e, caro ospedale, forse questo non è il momento più adatto per chiederti di rispondere a questo tipo di domande...),
con la sua mano nella mia mi sento così tanto fragile
da voler scappare.
Voglio andare via!
Ci sono così tante altre coppie qui.
C'è chi si tiene per mano,
chi chiacchiera a voce bassa
e chi come noi è intenta a finire di compilare i moduli
prima di essere chiamati.
Mi sembra di guardare tutto dall'esterno.
Vedo loro e vedo noi.
Mi chiedo se abbiano gli stessi nostri pensieri,
se lei è forte come sembra,
o se come me ha anche questi momenti di sconforto.
Anche loro si sentiranno soli in mezzo a tutti gli altri?
La visita di per se è più un colloquio.
Ci sono una ginecologa, un'andrologo
e due ragazzi che non ci sono stati presentati,
ma che credo siano due specializzandi.
Riguardano tutte le analisi che abbiamo fatto nei mesi passati
e le cartelle ospedaliere di entrambi.
Ci riempiono di domande in simultanea,
io rispondo e intanto a Valerio ne fanno altre.
Non sento cosa gli chiedono perché continuano a parlare anche con me.
Non capisco cosa gli dicono, non capisco cosa mi dicono.
Cercano di spiegarci la procedura,
quello che da oggi dovremmo fare,
gli esami da integrare.
Ci parlano della ICSI, della stimolazione,
dell'intervento per asportazione degli ovociti e del transfer.
Ci parlano del 25% di successo.
Quel numero che per qualche motivo per loro è così positivo,
per me è così spaventosamente basso...
Ci richiameranno presto per metterci in lista e cominciare.
Parlano di novembre.
Ci fanno firmare una serie di fogli e io mi sento in una bolla.
Torniamo a casa con una nuova cartella
da aggiungere al quaderno floreale:
"Procreazione Medicalmente Assistita".
Quelle parole sono macigni.
Mi rifugio tra le mie lacrime, ho bisogno di sfogarmi.
Vorrei stare lì sdraiata sotto il suo caldo abbraccio,
fermi, senza parlare, senza dover fare nulla,
senza che il tempo passi,
senza che i pensieri si insinuino nella mia mente... All'infinito.
Ho paura.
Ho paura di non essere abbastanza forte da affrontare questo percorso.
Ho paura che la mia debolezza distrugga in nostro noi.
Ho paura che la tutta la forza che gli altri vedano in me
sia solo una facciata,
che non vedano che sto camminando su un filo sottilissimo
in equilibrio precario.
Mi sembra di andare troppo veloce rispetto alla mia accettazione.
Eppure sono passati mesi!
Credo di non essere ancora riuscita a vedere tutto questo
come un'opportunità, ma solo come una sconfitta.
Una cosa così innaturale.
Le domande mi logorano e le risposte non arrivano.
Sono disposta a rinunciare senza provare?
Sono convinta che non avrò rimpianti?
Sono pronta ad essere presa per mano e fare il primo passo,
sapendo cosa ci aspetta, cosa dovremmo affrontare?
Il percorso emotivo mi turba più di quello fisico.
Mi sento a un bivio: o così o niente!
Eppure devo prendere una decisione.
È facile: è solo si o no.
Eppure per me ora è così difficile.
lunedì 19 settembre 2016
{DIARIO} Livello II
Delle volte mi chiedo se ci sia un motivo.
Forse ci sono persone destinate ad avere un percorso
più difficile di altre, un sentiero più faticoso,
una scalata più ardua...
Delle volte mi chiedo se dietro tutto questo
ci sia un messaggio che non vogliamo leggere.
Delle volte mi chiedo se sia giusto "accanirsi"
contro una cosa che la natura forse non vuole darti.
La medicina ormai aiuta,
ma non cura il pensiero di essere in qualche modo "sbagliati".
Lunedì 12 settembre
Siamo stati di nuovo dalla Prof. C. per farle vedere le analisi che ci aveva prescritto e per fare il punto della situazione. In più è da un po' che ho dei fastidi e preferivo fare una visita...
Ogni volta che ci sediamo sulle sedie della sala d'attesa mi ripeto di fiduciosa e mi illudo che ci dia buone notizie...
I noduli sono già ricresciuti in questi tre mesi senza cura e le analisi rivelano sempre gli stessi problemi.
La Prof. C. si appunta tutto molto scrupolosamente per non dimenticare nulla: ci manderà in un altro ospedale a fare un altro esame e mentre la sua penna e i suoi occhi non si staccano dal foglio, quasi come se stesse pensando ad alta voce, ci dice: "mi scrivo che è stato deciso di procedere con il Livello II, così quando andate su di sopra (al centro di infertilità) se non ci sono io, sanno già cosa fare".
Avevo già sentito parlare del Livello II, ma non volevo arrivarci. Non volevo arrivare al punto di dover "creare" in laboratorio quella che potrebbe essere la nostra famiglia. Ok per un aiuto, ma non così, non questo! Mi fa sentire così terribilmente sbagliata... Come se non fossi in grado di farcela da sola, come se mi volessi accanire su una cosa che forse non mi è destinata... Le lacrime scendono, ed ormai è una costante dopo ogni sua visita.
Mi ripeto che non sono l'unica, che ormai molti si sottopongono alla FIVET, eppure io mi sento così sola e così confusa: quindi? Cosa vuol dire? Cosa dobbiamo fare?
Valerio mi abbraccia e mi dice di stare tranquilla. È solo un altro modo per arrivare allo stesso fine mi ripeto e mi ripetono, ma accettarlo non è così semplice.
Lunedì 19 settembre
Siamo in ritardo! La mattina inizia con una corsa assennata per non perdere il treno. Altro ospedale, altra visita.
Questo è decisamente diverso dall'altro. È un ospedale vecchio e in qualche modo la sua età, le sue imperfezioni lo fanno sembrare, (per quanto possibile), più accogliente.
La visita è stata veloce, due chiacchiere, un prelievo e via... Per il responso invece ci vorrà un mese e mezzo e un'altra visita.
Ora abbiamo tutto (o quasi). L'11 ottobre è sempre più vicino... Ogni volta siamo sempre più vicini...
{La mamma mi dice che queste cose succedono solo alle persone forti, perché solo loro hanno la forza per affrontarle...
Stringo forte la mano di Valerio e lui la mia}
lunedì 5 settembre 2016
Hello September!
Ci sono dei giorni in cui mi chiedo cosa sia questo blog.
Spesso mi chiedono di descriverlo, ma non lo so spiegare:
l'ho sempre definito il mio "piccolo giardino",
il mio "luogo sicuro",
in cui rifugiarmi e in cui mescolare pensieri, parole e sentimenti. Non mi sono mai chiesta se i suoi contenuti
sarebbero stati apprezzati o meno,
cosa sarebbe stato meglio pubblicare o non raccontare.
In realtà è sempre stato semplicemente una mood board,
una bacheca su cui appuntare tutto quello che mi piace,
mi ispira o semplicemente che in quel momento
consideravo importante.
Credo che in questi anni si sia capito.
Tra queste pagine virtuali infatti c'è un po' di tutto,
e c'è molto di ME,
ed é esattamente come sapevo sarebbe diventata.
Non ho mai studiato a tavolino il mood che avrebbe dovuto prendere,
proprio perché questo mio spazio evolve, proprio come faccio io.
Mi rendo conto che forse è nato più per me che per gli altri...
Non mi sono mai definita una vera Blogger.
Ho un blog, si, ma questo non fa di me una blogger!
Scrivo, semplicemente perché mi va.
Quando ho scritto il mio primo post
sentivo il bisogno di mettere giù i miei pensieri, per ricordare,
per esprimermi, per "buttarli fuori".
E piano piano è diventato un diario dove,
senza una cadenza programmata appunto ispirazioni,
progetti, lavori che vorrei fare e anche tante emozioni,
belle o difficili che siano,
e che ormai sono abituata a condividere con voi.
Spesso non è facile e magari qualcuno si chiederà:
perché mettere tutto? Perché questo caos?
Perché non hai un solo tema?...
Perché io sono così!
Amo parlare di mille cose diverse,
informarmi, fare schizzi su fogli strappati
dai piccoli quadernini che colleziono.
Ecco.
Qui metto tutto.
Mi rendo conto che per alcuni sia difficile da comprendere.
Ho provato a dargli un tema,
una cadenza di pubblicazione, una linea guida, ma proprio non ci riesco!
Perché io non sono così.
Non riesco ogni lunedì a proporvi un nuovo contenuto...
Magari mi viene in mente qualcosa di giovedì,
o magari per una settimana semplicemente non ho niente da dire.
Rinizia settembre e come quando si rientra a scuola
o inizia il nuovo anno mi rendo conto che è come un punto d'inizio,
di buoni propositi, di nuovi progetti.
Settembre porta con se un'aria di rinnovamento,
come un gennaio anticipato.
Dopo le vacanze mi sento sempre più motivata e piena di idee,
con la voglia di buttarmi in nuovi progetti,
di lavoro e di vita,
di prendermi cura di me
(si esatto, mi scatta il: "da domani dieta e attività fisica!")
Succede anche a voi?
Qui non vi aspettate grandi stravolgimenti,
così come non vi dirò che sarò più presente,
ma solo che sarò sempre IO, questo sì.
Mescolerò ancora i video di make-up con le foto dei viaggi,
vi racconterò di matrimoni e di idee che mi passano per la mente,
ci saranno post pieni di colore
e magari altri che scriverò con le lacrime agli occhi...
Sorriderò... sempre!
..anche se ad essere onesta non riesco a essere completamente felice,
e su questo ci dovrò lavorare.
Ora ho in mente talmente tante idee che ho paura che mi sfuggano,
sento che si accavallano e si intrecciano
come se fossero in un vortice.
Le novità arriveranno (spero) presto,
e non vedo l'ora di mostrarvele...
E soprattutto spero che vi piacciano!
Nei giorni scorsi nella piccola camerata che abbiamo al piano di sotto
per ora ho creato il mio studio, così da avere uno spazio in cui lavorare,
senza preoccuparmi di dover sparecchiare per la cena,
o di far cadere qualche goccia di vernice.
E' ancora un po' caotico, ma ve lo voglio mostrare,
così magari mi date qualche consiglio.
Poi si vedrà... intanto ho creato "spazio",
quello fisico e soprattutto quello nel cuore e nella mente.
Mi butto sul lavoro che mi aiuta a concentrarmi
e a mandare via i pensieri negativi.
Si riparte!
Benvenuto settembre!
Ps. lui è Seed e ci tenevo a farvelo conoscere.
E' il mio "progetto estivo"
il mio orgoglio!
Ci sono volute settimane, ma alla fine
con le giuste cure e un bel po' di amore
(ok, anche una buona esposizione al sole)
lo abbiamo visto nascere e prendere forma...
e ora è il nostro piccolo Seed,
nuovo membro della nostra piccola, strana famiglia.
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